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Eugenio Montale

"Mi pareva di vivere sotto a una campana di vetro,eppure sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale.Un velo sottile,un filo appena mi separava dal quid definitivo.L`espressione assoluta sarebbe stata la rottura di quel velo(Schopenhauer),di quel filo:una esplosione,la fine dell`inganno del mondo come rappresentazione.Ma questo era un limite irraggiungibile.E la mia volonta` di aderenza restava musicale,istintiva,non programmatica.All`eloquenza della nostra vecchia lingua volevo torcere il collo,magari a rischio di una controeloquenza."

"Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realta` che mi circondava,la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia."

Ho sceso,dandoti il braccio,almeno un milione di scale
e ora che non ci sei e` il vuoto ad ogni gradino.
Anche cosi e` stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora,ne` piu` mi occorrono
le coincidenze,le prenotazioni,
le trappole,gli scorni di chi crede
che la realta` sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non gia` perche` con quattr`occhi forse si vede di piu`.
Con te le ho scese perche` sapevo che di noi due
le sole vere pupille,sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Per voi,con affetto,Freddemani...
Meraviglioso....

Pubblicato il 7/5/2009 alle 22.29 nella rubrica Diario.

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